L’edificio rappresenta il primo esempio di architettura barocca in paese e i lavori di costruzione iniziarono nel 1635 per volontà dei Gesuiti.
Esterno
La struttura è a pianta ottagonale e ad aula unica e presenta un campanile, su base quadrata, che termina con una lanterna ottagonale con cuspide a bulbo.
Interno
Ad attirare l’attenzione è sicuramente l’imponente cupola, affrescata negli anni 1692-93 da Giovanbattista Muttoni con la tecnica pittorica del trompe l’oeil (letteralmente “inganna l’occhio”). Nella parte in alto della lanterna, vi è la rappresentazione della discesa dello Spirito Santo e, separate da cariatidi a foggia di angeli, alcune scene prese dalla vita dei Gesuiti.
Sempre del Muttoni sono anche le due tele del presbiterio, ai lati della statua lignea di S. Ignazio, che raffigurano la Morte del santo titolare e la Presentazione al Papa delle regole dell’Ordine della Compagnia di Gesù.
Nella cappella laterale destra, dedicata a S. Francesco Saverio, compare lo stemma della famiglia nobiliare Nesini che la fece decorare.
Particolarmente maestosi sono l’altare, riccamente decorato, e gli stucchi laterali.
L’apparato ligneo dell’altare è ricco di elementi naturali. Ai lati delle colonne vi sono simboli allegorici e della Passione e, al culmine, la statua della Vergine addolorata affiancata dai santi Giovanni e Maddalena con angioletti e putti. L’altare racchiude la pala di S. Francesco Saverio davanti al crocefisso, dipinta da Padre Ulderico.
La cappella laterale sinistra è invece dedicata alla Vergine Maria e fu fatta costruire e decorare dalla congregazione delle donne del bormiese. Il pregevole altare ligneo è dedicato alla Vergine con Bambino fra i santi Stanislao Kostka e Luigi Gonzaga.
Le pareti laterali sono affrescate con immagini dei santi Gesuiti. La chiesa è ricca di loggette utilizzate dagli allievi del Collegio che, mediante un passaggio interno da Palazzo Alberti, raggiungevano direttamente la chiesa. L’altare maggiore appare dimesso rispetto ai due laterali perché fu posto provvisoriamente e non fu mai ultimato. Degno di nota è il pulpito che, nella balaustra marmorea, presenta il Velo della Veronica con impresso il volto di Gesù, affiancato da angeli e simboli della Passione. Sotto il presbiterio della chiesa, chiuse al pubblico, vi sono le tombe dei Padri e dei Fratelli del collegio gesuita.